Ancora una volta la rete e i Social Network giocano un ruolo di primo piano nel raccontare un evento e riescono a dar voce a un movimento nato dal basso, attirando l’attenzione di media e personaggi pubblici. È successo in questi giorni con la protesta che si è alimentata dopo che Messina è rimasta senza acqua per più di una settimana: una frana ha causato la rottura della condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, a Calatabiano, lasciando i messinesi “a secco” e causando numerosi disagi.

La rabbia degli abitanti di Messina, ma non solo, si è riversata sui Social Network e in particolare su Twitter, dove è letteralmente esploso l’hashtag #messinasenzacqua (e la sua variante #messinasenzaacqua), vero catalizzatore della protesta grassroots, arrivato in cima alla lista dei trending topic del nostro Paese.

Un fenomeno di tale portata contiene diversi elementi di interesse, motivo per cui abbiamo voluto effettuare un’analisi dei due hashtag con il nostro ReputationMonitor™ for Twitter™.

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Il primo dato che salta all’occhio è la quantità di tweet effettuati e il numero di utenti coinvolti: nel periodo analizzato, dal giorno in cui è nata la protesta a oggi, sono oltre 43.000 tweet contenenti l’hashtag #messinasenzacqua, di cui 32.584 sono retweet.

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Molto alto è il numero di impression totalizzate, di poco inferiori alle 145.000.000 unità, per un totale di 42.000.000 persone raggiunte. Dal punto di vista temporale, notiamo un picco nella serata del 28 Ottobre, quando in un solo minuto ci sono stati 93 tweet.

Cifre decisamente alte, che rendono bene l’idea della portata assunta dal fenomeno: iniziato con le lamentele e il sarcasmo degli abitanti di Messina, #messinasenzacqua ha fin da subito catturato l’attenzione di altri utenti, tra cui spiccano diversi personaggi pubblici e importanti testate d’informazione nazionali.

Ma chi sono stati gli utenti più coinvolti? Quali i più attivi? E quali i più popolari, attorno ai quali si sono formate le community e si sono concentrati il maggior numero di tweet? Quali sono stati i contenuti che hanno suscitato più interesse, per il loro contenuto o per l’account da cui sono partiti?

Nella top 5 degli utenti più attivi rileviamo @danipitarresi con ben 593 tweet, seguito da @andreafdx (467), @passionemessina (418), @alemar66ely (351) e @shelovesprince_ (334).

utenti attivi

Tra gli utenti più popolari, contati per numero di mention ricevute, spiccano invece @pao_lost, @giusva82, l’account ufficiale di @MatteoRenzi, quello della trasmissione TV Gazebo (@welikechopin) e un altro tra i profili twitter più seguiti e attivi, il @tristemietitore.

utenti popolari

Ma l’account più citato in assoluto e capace di raggiungere moltissimi utenti è stato quello di Fiorello, siciliano e particolarmente coinvolto nella denuncia della situazione di disagio: il primo tweet inviato dal suo account @fiorello il 29 ottobre, ha totalizzato 634 retweet ed è stato aggiunto da 450 persone tra i preferiti.

In totale Fiorello ha twittato 14 volte utilizzando gli hashtag analizzati e il suo account è stato menzionato ben 2.123 volte dagli altri utenti. Le persone raggiunte indirettamente dai suoi messaggi sono 15.336.676: quando si dice la potenza dei Social Network.

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Dal punto di vista dei contenuti, oltre all’hashtag di riferimento, particolare rilevanza hanno assunto le parole collegate alla sfera istituzionale (governo), a quella mediatica (notizia, media), geografica (Messina, Sicilia) e alla capacità dei Social Network di diffondere la notizia (Twitter, Social Network, fate girare, vergogna).

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Le relazioni tra gli utenti e i loro tweet, in particolare la frequenza con cui ogni utente è stato citato, mette in evidenza i profili che sono stati in grado di formare delle “community all’interno delle community”: è evidente come gli account più popolari, capaci di catalizzare l’attenzione della maggior parte degli utenti, siano quelli di @matteorenzi, @giusva82, @pao_lost e il @tristemietitore da un lato; quello di @Fiorello capace di intercettare a sua volta tutta una serie di tweet e di utenti autonomi rispetto alla precedente community, e infine quello della trasmissione TV Gazebo (@welikechopin) che a sua volta ha una community ancora separata dalle prime due.

Si è trattato, insomma, dell’ennesimo caso in cui di fronte dell’assenza di fonti istituzionali e tradizionali in grado di sollevare il problema, i Social Network (Twitter in particolare) hanno svolto un ruolo di primo piano.

N.B: È notizia di queste ore che il tubo riparato a Calabiano si è nuovamente spaccato: ci attendiamo, nelle prossime ore, che l’hashtag #messinasenzacqua torni ampiamente in vigore. Vi terremo aggiornati.

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