Il nuovo volto dell’ospitalità

L’ascesa della sharing economy è al centro dell’attenzione in tutta Europa negli ultimi anni, generando pareri discordanti sulla positività del fenomeno.

Se da un lato la sharing economy è accolta positivamente come strumento che permette ai comuni cittadini di generare opportunità economiche e di lavoro dalla condivisione dei propri beni, dall’altro rappresenta una minaccia per i modelli di business esistenti e per i settori coinvolti, come trasporti e ospitalità.

Airbnb fa tremare l’intero settore

In un sondaggio condotto da Atmosphere nel 2015 il 70% degli intervistati dichiara che Airbnb ed altri servizi di Home Sharing rappresenteranno una seria minaccia al loro business nei prossimi 3 anni.

Con 60 milioni  di utenti, 1.5 milioni di alloggi in 34.000 città in 191 nazioni e una crescita esponenziale, specialmente in Europa, nel 2014 e 2015 non è difficile immaginare quanto Airbnb sia sentito come il nuovo competitor nell’industria alberghiera.

Cosa si scopre analizzando le conversazioni sui social

Dall’analisi di milioni di conversazioni sui Social Network e anni di dati si riescono possiamo esplorare le principali ragioni di preferenza verso l’home sharing da parte dei consumatori, come differenti gruppi demografici percepiscono la sharing economy e la crescente lotta tra Airbnb e gli hotel tradizionali.

Crescita del volume di conversazioni dal 2010 ad oggi

Volumi di conversazioni sull’Home Sharing: Suddivisione per mese, Gen 2010 – Dic 2015

Dall’analisi dei volumi possiamo distinguere 3 fasi:

  • Scoperta: Volumi irrisori fino al 2011. I consumatori testano il servizio e si scambiano le prime opinioni
  • Adozione: La conversazione comincia ad essere mainstream. I consumatori cominciano a prendere in considerazione l’Home Sharing come reale alternativa agli hotel.
  • Accettazione: L’home sharing non è più una nicchia. I consumatori programmano e pianificano i propri soggiorni con l’home sharing abitualmente e le discussioni su Airbnb cominciano pareggiare in numero, se non surclassare in alcuni casi, quelle sugli hotel tradizionali.

Volumi di conversazioni Home Sharing vs. Hotel. Gen 2015 – Dic 2015

Perché l’Home Sharing è diventato così popolare?

Il sentiment verso i  servizi di Home Sharing

 

Abbiamo visto come i dati quantitativi sulle conversazioni sui Social Network possono raccontarci come l’Home Sharing sia diventato popolare, ma proviamo a rispondere ad un’altra domanda: Perché è diventato così popolare?

Se analizziamo il modo in cui gli utenti parlano dei servizi di home sharing iniziamo a scoprire dati interessanti sull’appeal di questo servizio sui consumatori.

La prima cosa che si nota è che la maggior parte delle conversazioni sul tema sono positive, molto più che quelle sugli hotel tradizionali.

Il sentiment positivo è tra l’altro uniforme in differenti nazioni e si concentra sulla convenienza del prezzo, l’unicità dell’esperienza e il tocco locale che l’home sharing regala alla vacanza.

Le ragioni di preferenza dell’home sharing

L’Home Sharing è cominciato come alternativa low cost alle altre opzioni di ospitalità tradizionali, e proprio l’accessibilità dei prezzi resta la prima ragione di scelta del consumatore.

Analizzando quasi 30 mila post riferiti ad Airbnb sono emerse quattro principali ragioni di scelta dell’opzione home Sharing in alternativa agli hotel.

4 principali motivazioni di preferenza per l’Home Sharing:

  • Accessibilità dei prezzi (45%): Il prezzo è uno dei maggiori fattori per la scelta di un alternativa agli hotel, l’argomento è presente in quasi tutte le discussioni elencato tra i benefici.
  • Convenienza (44%): Spazi più ampi e ampiamente attrezzati, come una cucina completa di tutti gli elettrodomestici, sono fattori altrettanto importanti nella scelta dei consumatori, specialmente per famiglie numerose.
  • Unicità dell’esperienza ed autenticità (21%): L’Home Sharing sembra essere un’ottima soluzione per soddisfare il bisogno di alcuni consumatori di sentirsi meno “turisti, riuscendo a regalare un’esperienza unica e contestualizzata nel luogo.
  • Migliori opzioni (8%): Una parte degli utenti si sente limitata nel numero di destinazioni e opzioni offerte dagli hotel tradizionali. La diversità di opzioni in termini di destinazioni, sistemazioni e stili offerte dell’home Sharing riescono a cogliere il favore di alcuni consumatori.

I Millennials e l’Home Sharing

Una delle convinzioni più diffuse sull’Home Sharing è che i millennials siano i maggiori ambassador del fenomeno, si può esserne sicuri?

Ad una prima risposta sembrerebbe di si, infatti il 72% delle conversazioni sul tema è fatto da utenti con età inferiore ai 24 anni.

E’ interessante notare che pur essendo i maggiori protagonisti delle conversazioni online questo non significhi che ne siano anche i maggiori fruitori.

I dati di Airbnb dicono tutt’altro: l’età media dell’utilizzatore di Airbnb è 35 anni (fonte)

Approfondendo l’analisi sui Millennials ci si accorge che questi in realtà hanno un’opinione meno positiva rispetto agli over 24.

Emozioni rilevate nelle conversazioni dei Millennials in merito all’Home sharing (età inferiore ai 24 anni)

 

 

Emozioni rilevate nelle conversazione degli over 24 Millennials in merito all’Home Sharing

Dove trovare il report completo

L’analisi ed il report completo sulla Sharing Economy e l’Hospitality si trova a questo link.

L’analisi è  stata condotta da Crimson Hexagon attraverso la piattaforma di ascolto delle rete ed opinion mining ForSight™, di cui The Fool è il reseller per l’Italia.

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