Cosa succede quando i celeberrimi “gattini di Facebook” si trasformano da simbolo di “engagement di basso livello” a protagonisti attivi, addirittura di un evento delicato e di importanza internazionale?

Ne abbiamo avuto una dimostrazione concreta nella serata di domenica, quando a Bruxelles erano in pieno svolgimento una serie di blitz antiterrorismo. Per non compromettere la riuscita delle operazioni, le forze dell’ordine hanno chiesto a tutti gli organi d’informazione di non trasmettere in alcun modo notizie collegate all’evento.

Con un tweet la polizia ha pregato tutti i cittadini di non pubblicare notizie con i loro account “per sicurezza”, rispettando il silenzio precedentemente “imposto” agli organi di stampa.

Il tweet è stato rilanciato dal Centro di crisi nazionale e ripreso dall’account del quotidiano belga più autorevole, Le Soir:


Gli abitanti di Bruxelles non solo hanno accettato, ma hanno spontaneamente deciso di passare al “contrattacco”. Come? Grazie a loro, ai “gattini cittadini”.

Da quel momento gli utenti hanno twittato, dal Belgio e non solo, foto ironiche, “coccolose” e divertenti di gattini: insomma, anche i protagonisti assoluti dei Social Network sono scesi in campo per combattere i terroristi.

E lo hanno fatto a modo loro, diventando un modo simbolico per raggiungere un duplice obiettivo: da un lato inondando Twitter con le loro immagini, hanno deviato l’attenzione da quanto stava succedendo nelle strade della capitale. Dall’altro, i gattini sono stati una reazione, divertente e ironica, al clima di ansia e terrore che si era creato anche e soprattutto nella capitale belga nei giorni successivi agli attacchi di Parigi.

Dopo la rivendicazione del popolo parigino, smanioso di riappropriarsi della sua joie de vivre con #Jesuisenterrace, anche i cittadini belgi hanno difeso il loro – il nostro – diritto a sdrammatizzare, raggiungendo con una strategia nata dal basso un duplice obiettivo.

L’hashtag #BrusselsLockDown, già utilizzato nelle giornate di sabato e domenica per comunicare notizie e aggiornamenti sull’allerta in città, ha iniziato a comparire accompagnato da immagini di gattini nella serata di domenica.

Noi di The Fool abbiamo analizzato l’hashtag, che ha accompagnato il diffondersi dei contenuti descritti finora, analizzandone la trasformazione da contenuto “informativo” al suo stesso contrario (e non solo).

Il primo dato quantitativo che salta all’occhio è l’enorme numero di tweet inviati nel periodo analizzato, da sabato 21 a lunedì 23: sono oltre 196.000, di cui quasi 148.000 retweet, prodotti da 92.586 utenti unici, capaci di raggiungere 282.000.000 follower per un totale di quasi 600.000.000 impression.

general
Il picco di attività è stato raggiunto la sera di domenica 22, poco dopo la richiesta della polizia, quando a pieno blitz in corso le notizie a riguardo sono state letteralmente sommerse da un’ondata di gattini: in un solo minuto, alle 23.26, sono stati inviati ben 1.108 tweet. Anche a operazione conclusa, i gattini sono ben lontani dall’abdicare dal loro nuovo ruolo di “antiterroristi”: l’hashtag non ha mai smesso di essere utilizzato, ha attirato l’attenzione dei cittadini e dei media internazionali, diventando un vero e proprio caso di studio.
timeline
Dal punto di vista degli utenti, abbiamo analizzato i profili degli account più attivi (per numero di tweet inviati):
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degli account più popolari (per numero di mention ricevute):
popolari
e, infine, degli account che hanno ottenuto più impression:

impression
Nel dettaglio, osserviamo come tra gli utenti più attivi compaiano soprattutto profili personali, mentre tra gli utenti più popolari e che hanno ottenuto più impression spiccano account istituzionali e di media internazionali (sia testate che giornalisti): l’account della polizia federale belga @polfed_presse ha ottenuto 4.105 mention, seguito da quello del ministro Steven Vandeput (@svandeput, 3.517) e dal Centro di crisi belga @crisiscenterbe.
Una comunicazione, quella accompagnata da #BrusselsLockDown, che si è trasformata in “gattini”, certo, ma che è stata preceduta dal ruolo attivo delle istituzioni, impegnate a vario titolo nel diffondere la richiesta di silenzio della polizia.

Come sottolineato, l’invasione dei gattini è stata immediatamente notata dai media internazionali (@bbcworld, @business, @lemondefr, @nbcnews, @mashable solo per citarne alcuni) che hanno raccontato in diretta su Twitter sia l’evento in sé, sia il ruolo inedito dell’hashtag.


Dal punto di vista dei contenuti è interessante notare come pur trattandosi di una situazione molto delicata, grazie alla trasformazione di #BrusselsLockDown i tweet abbiano effettivamente spostato l’attenzione dall’allerta terrorismo al ruolo attivo, quasi scanzonato, dei gattini (“chats”, “cats”).
word cloud

La “rivolta dei gattini” ha messo in rilievo la reazione, unita e ironica, dei cittadini di Bruxelles e più in generale di quell’Europa nel mirino dello Stato Islamico. La ciliegina sulla torta è stato il tweet finale della polizia, per ringraziare l’esercito dei gattini. Dei colleghi che si scorderanno difficilmente.

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